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A cura di Francesco Lambertucci   Consulente Legale in Diritto dello Sport

Sicuramente gli amici sportivi in alcune circostanze hanno sentito parlare di una figura che è parte integrante di una squadra ovvero il medico sportivo. In questi ultimi anni purtroppo a causa di scandali legati al fenomeno del doping, si è visto il coinvolgimento di alcuni medici e quindi viene spontaneo chiedersi quali sono le incombenze del medico sportivo all’interno della società sportiva.

In questo articolo si tenterà di dare una risposta alle domande inerenti alla professione medica in ambito sportivo ed alla sua responsabilità in relazione alla quale va distinto l’errore di diagnosi dall’errore terapeutico, l’errore di omissione dall’errore di intervento, con le problematiche inerenti l’accertamento del nesso causale circa l’errore e l’evento lesivo, del tipo e grado della colpa ed ancora altro.

Giusto per comprendere meglio l’importanza della figura professionale di cui stiamo parlando, è bene sapere che ai medici la legge 1099/71, ovvero la legge che tutela la salute degli sportivi, in specie all’ art. 5 comma 4, attribuisce la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria durante l’espletamento dell’incarico.

In quanto polizia giudiziaria ai sensi dell’art. 347 del codice di procedura penale, essi hanno l’obbligo, di acquisire le notizie di reato, di riferire per iscritto e senza ritardo al pubblico ministero gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi raccolti, indicando le fonti di prova e le attività compiute, trasmettendo la relativa documentazione, di comunicare, quando è possibile le generalità e tutto ciò che sia d’ausilio per la identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte indagini, della persona offesa e di coloro che siano in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione del fatto.

Il medico sportivo qualora nello svolgere la sua attività venga a conoscenza di un fatto che è classificato come un reato, magari perseguibile d’ufficio, ha tassativamente l’obbligo di renderlo noto all’autorità giudiziaria, se non lo fa rischia di essere incriminato per il reato di omissione di referto. Vieppiù se il reato conosciuto dal medico è un reato previsto dalla normativa antidoping, in merito alla quale egli ha la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, è bene rappresentare il fatto che tale medico in caso di reticenza risponde del più grave delitto di omessa denuncia, reato previsto e punito dall’ art. 362, comma 2 del codice penale.(opss.. dimenticavo, per tale reato è prevista le pena della reclusione fino ad un anno!).

La normativa inerente la tutela della salute in ambito sportivo delinea chiaramente la responsabilità del medico sportivo, nel caso in cui egli venga meno agli obblighi previsti o alla violazione delle norme comunque connesse alla salvaguardia della salute degli sportivi. Il medico sociale ha su di se la responsabilità della tutela della salute degli atleti professioni legati da un rapporto di lavoro subordinato con la società sportiva. Egli non ha solo l’obbligo di osservare diligentemente le direttive previste dalle disposizioni legislative , regolamentari e sportive ma è suo dovere precipuo monitorare costantemente lo stato di efficienza psico-fisico dell’atleta e verificare se vi siano delle controindicazioni, anche solo momentanee, allo svolgimento dell’attività sportiva.

Le società e gli enti sportivi rispondono in proprio della omessa attuazione delle procedure di controllo della idoneità fisica degli atleti per le prestazioni svolte come lavoratori dipendenti.

In questi ultimi anni la Corte di Cassazione con alcune sue sentenze, ha affermato il principio secondo il quale nell’esercizio di una attività sportiva professionistica, alle società sportive è fatto obbligo di tutelare e preservare la salute degli atleti sia tramite la prevenzione di sinistri che possano pregiudicare la loro integrità fisica e mentale, sia mediante la cura degli infortuni e delle patologie che possono scaturire da sforzi propri della disciplina sportiva praticata a livello professionale.

Nel caso in cui l’obbligo di cui sopra non venisse osservato le società sportive saranno chiamate a rispondere in base al disposto dell’operato dei propri medici sportivi e del personale comunque preposto a tutelare la salute degli sportivi.

In capo al medico sportivo pende la responsabilità di valutare la c.d. idoneità generica a poter praticare l’attività sportiva non agonistica, l’idoneità specifica per l’accesso allo sport agonistico e di predisporre una scheda sanitaria da aggiornare costantemente per gli sportivi professionisti (Legislatore, sveglia ci sono anche i “professionisti di fatto”!).

Sicuramente l’attività del medico sportivo non è semplice, egli difatti oltre ad osservare la normale diligenza e perizia propria della specializzazione, deve conoscere ed attenersi alle varie prescrizioni dettate dalle normative esaminate. sempre la Cassazione, in diverse circostanze ha sottolineato come i medici sportivi nell’eseguire i controlli sulle condizioni di salute di atleti professionisti di varie discipline sportive, devono mettere in campo una maggiore perizia e professionalità rispetto a quanto richiesto al medico generico.

Giusto per la cronaca, nei casi in cui sono stati sottovalutati gli esiti di infortuni occorsi ad atleti, ciò è costato molto caro sia a dirigenti che medici sportivi.

In conclusione, mi sembra doveroso però porre all’attenzione degli amici sportivi, un comportamento che non di rado viene posto in essere dall’atleta ( censurabile e pericoloso per la sua stessa salute, laddove avrebbe dovuto interrompere l’attività agonistica), ovvero l’interesse di quest’ultimo a nascondere le proprie reali condizioni di salute, al fine di far coincidere tale interesse con quello dei dirigenti della società di appartenenza, che nel cederlo ad altro sodalizio sportivo vogliono realizzare un’ “affare”.

Sempre per onore di cronaca, il dirigente della società sportiva risponderà del reato di truffa, mentre per il medico sportivo “birichino” si profila una responsabilità penale per falsità di certificazioni e concorso di truffa…