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La liberatoria in ambito sportivo

A cura di Francesco Lambertuci - Consulente legale in diritto sportivo -

Sempre più spesso, se non sempre, le associazioni sportive dilettantistiche (asd) al fine di tutelarsi da richieste risarcitorie dovute a causa di infortuni patiti dallo sportivo e/o danni da quest’ultimo cagionati, in riferimento ad un “atleta” che si presenta meramente in prova nella società sportiva, e/o per una od una serie di sedute di allenamento, chiedono che vengano firmate le cosiddette lettere liberatorie o di esonero da responsabilità. Ebbene è bene tenere a mente che tali documenti che in teoria dovrebbero tutelare il sodalizio sportivo, nella realtà non prevengono nulla, al contrario in determinati casi sono assai nefasti. Nella maggior parte delle “ liberatorie” predisposte da asd, nelle varie discipline sportive, è facile rilevare come la tutela della salute e dell’integrità fisica dello sportivo di turno non sia affatto presa in considerazione, laddove, al genitore, in caso di  minore, o al senior non venga richiesto un certificato medico che attesti lo stato di idoneità alla pratica sportiva agonistica e non, manlevando da ogni responsabilità la asd in caso di malore o infortunio.

V’è da sottolineare come le società sportive, asd et similia non possono a priori limitare le proprie responsabilità sia in caso di dolo che colpa grave, poiché nel momento in cui un soggetto si mette nelle mani di un istruttore, quest’ ultimo ha l’obbligo di insegnare la disciplina sportiva nell’osservanza delle regole proprie della specialità, preservando l’allievo, in specie se minore, da ogni possibile nocumento che non sia dovuto a caso fortuito. Il sodalizio sportivo e l’istruttore, sempre in riferimento alla responsabilità, alla luce degli artt. 2048 e 2049 del vigente codice civile saranno chiamati a rispondere, a livello extracontrattuale, fermo restando il principio generale sancito ex art. 2043 c.c. e solidalmente tra loro. Il problema dell’atleta in prova che a tutti gli effetti non è ancora tesserato e di conseguenza non è coperto da polizza assicurativa in caso di infortunio, può essere tranquillamente superato dalla asd con una integrazione alla propria polizza rct e infortuni, anche per gli atleti che sono “provinati”, naturalmente per le circostanze legate al premio e percentuale di rischio, il numero degli atleti in prova  non possono essere in numero superiore ai tesserati del sodalizio sportivo. Detto ciò,  una polizza integrativa sottoscritta dalla asd può salvaguardare sotto il profilo civilistico e quindi risarcitorio, ma è bene tenere a mente che la responsabilità penale è sempre personale con la conseguenza che l’eventuale condanna penale al risarcimento danni già quantificato in sede penale e/o da quantificarsi in sede civile rientrerebbe tra le coperture assicurative precedentemente stipulate.

Alla luce di quanto brevemente suesposto, v’è da rammentare che la lettera liberatoria o di esonero da responsabilità non è un documento vietato ma a tutt’oggi non ha alcun valore legale in quanto contraria a quanto affermato ex artt. 5 e 1229 del Codice Civile. Tali norme difatti sanciscono che non vi può essere alcuna tutela a priori per eventuali fatti dolosi o colposi che potrebbero verificarsi in capo ad un soggetto che svolge una attività sportiva organizzata da un terzo individuo che per legge è obbligato ad osservare obblighi specifici. La asd deve ottemperare, nello specifico, al rispetto delle misure di sicurezza imposte dai regolamenti federali, in via del tutto generale, all’ osservanza di tutti quegli obblighi ed accorgimenti dettati dalle regole cosiddette di prudenza, vedasi l’idoneità dei luoghi in cui si svolge l’attività sportiva, delle attrezzature utilizzate e della salute psico fisica degli sportivi. In merito a quest’ultimo aspetto è dovere inderogabile della asd richiedere a chiunque frequenti a vario titolo, allenamenti, lezioni, tornei et similia, una idonea certificazione medica.