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“Lo sport consiste nel delegare al corpo alcune delle più elevate virtù dell’animo”
                                                                                                                       Jean Giraudoux

A cura di Francesco Lambertucci    Consulente Legale in Diritto dello Sport


   Lo sport ed in particolare talune discipline proprie dell’atletica leggera, hanno origini molto antiche come è testimoniato dai racconti contenuti nei poemi omerici. Tuttavia per designare la totalità delle discipline sportive, oggi, si usa un vocabolo coniato relativamente di recente. Difatti il  termine sport, ancorché mutuato dalla lingua inglese, deriva dall’etimo francese desport che, nell’originaria accezione, significava semplicemente divertimento. La ragione di ciò va forse ricercata nella ontologica diversità esistente tra gli agoni atletici dell’antica Grecia e quella che oggi viene definita come attività sportiva, difatti nella Grecia classica le competizioni ginniche avevano essenzialmente un carattere etico, sociale e religioso. Solo nell’ Ottocento, in piena era industriale, si delinea una nuova nozione di sport intesa come divertimento, come una attività compiuta per svago, per mero diletto, senza fini di lucro ed esclusivamente per impiegare il tempo libero. Oggi però, che buona parte degli atleti sono professionisti, e che lo sport per diverse ragioni è divenuto un fenomeno sociale di vaste proporzioni, è lapalissiano il fatto che tale definizione è da considerarsi non più aderente alla realtà. Pur vero è il fatto che nel linguaggio comune si usa dire che fa dello sport colui che pratica una qualsiasi attività fisica per fini salutistici o ludici, però è innegabile che quando si parla di sport si fa riferimento per lo più ad un concetto  di attività motoria che presuppone una certa prestanza fisica, destrezza e prontezza di riflessi, poiché  nel mondo moderno lo sport è oramai concepito essenzialmente in chiave agonistica.
    I requisiti essenziali affinché una determinata attività possa essere considerata sportiva sono che essa comporti per chi la esercita la spendita di energia psico fisica, che sia finalizzata a conseguire la vittoria su altri partecipanti al gioco e/o alla competizione, che venga esercitata secondo le regole convenzionali proprie del gioco o della competizione stessa. Pertanto una caratteristica fondamentale dello sport è rappresentata dall’esistenza di regole cui tutti i partecipanti all’attività agonistica devono assoggettarsi. Alcune di queste regole sono di carattere meramente tecnico- sportivo, essendo finalizzate a stabilire le”regole del gioco”
  (come ad esempio, nel gioco della pallacanestro, quelle relative alle dimensioni del campo di gioco, durata della gara, ect), altre sono invece assimilabili a vere e proprie norme sanzionatorie (per esempio quelle che comminano punizioni o penalità in casi tassativamente di falli o scorrettezze), altre ancora sono strutturate sotto forma di norme processuali (come quelle che disciplinano i reclami ed i ricorsi avverso le decisione del giudice sportivo). Tutte, però, ancorché prive della forza cogente propria delle norme di diritto positivo, sono comunque vincolanti o perché recepite per relationem dall’ordinamento statuale, ovvero in forza di consuetudine, in quanto costantemente osservate come tali. L’insieme di queste regole tecniche e di quelle che disciplinano le condizioni per l’acquisto o la perdita dello status di tesserato di società sportiva, l’applicazione di sanzioni disciplinari e le relative controversie, le quali sono tipica espressione di autonomia privata, costituisce il c.d. ordinamento sportivo, ovvero un ordinamento che ancorché irrilevante rispetto a quello statale, è da considerarsi ad ogni effetto giuridico, in base al principio della pluralità degli ordinamenti giuridici.